Il Buddha di Smeraldo, noto anche come Phra Phuttha Maha Mani Rattana Patimakon, è una statua antica che ha vissuto un'odissea durata quasi 20 secoli nel Sud-Est asiatico. La sua presenza lascia dietro di sé un alone di mistero che si protrae fino ai giorni nostri. Nonostante le sue ridotte dimensioni - appena 66 cm di altezza e poco più di 45 cm di larghezza - questa statua è un capolavoro dell'antica arte artigianale. La sua giada verde, quasi brilla con una profonda energia spirituale, attirando ogni anno milioni di fedeli buddisti e turisti che si recano al tempio Wat Phra Kaeo a Bangkok per ammirarla.
Nel corso dei secoli, si è creduto che il Buddha di Smeraldo conferisse legittimità e prosperità a coloro che ne entravano in possesso, rendendolo un ambito premio per re e governanti dell'intero sud-est asiatico. Ora inizieremo a raccontarvi del sul viaggio.
Come spesso accade per molti manufatti antichi e in questo caso secondo la fede buddista, l'aura spirituale di un'immagine del Buddha è direttamente proporzionale alla sua anzianità, ed il lungo viaggio compiuto dal Buddha di Smeraldo non ha fatto altro che arricchirne l'essenza, che continua ad attrarre visitatori provenienti da tutto il mondo.
Le origini
Le origini esatte del Buddha di Smeraldo restano avvolte nella leggenda e nel mistero, ma il viaggio compiuto da questo piccolo manufatto è una testimonianza della persistente forza della spiritualità e della continua ricerca umana di una connessione divina.
Secondo l'antica leggenda, la sacra scultura sarebbe stata scolpita nel lontano 43 a.C., nella città indiana di Pataliputra, da un rinomato saggio di nome Nagasena. Successivamente, avrebbe intrapreso un lungo viaggio attraverso le terre dello Sri Lanka, prima di giungere in Cambogia, dove avrebbe trovato custodia nel maestoso tempio di Angkor Wat. Il Buddha di Smeraldo avrebbe dimorato ad Angkor Wat fino al 1432, quando la città fu invasa dalle forze thailandesi che si appropriarono della preziosa scultura, riportnadola con se prima ad Ayutthaya e poi a Chiang Rai, dove il sovrano della città decise di nasconderla, celandola abilmente all'interno di una roccia. Lì, l'antica statua rimase nascosta fino alla sua scoperta nel 1434.[1]
Un'avventura nel nord della Thailandia
La leggenda narra che nel 1434 un fulmine colpì un tempio chiamato Wat Pa Yeah, rivelando una sagoma interamente coperta di intonaco. Quando l'intonaco si sgretolò, emerse una statua di Buddha in pregiata giada verde, la quale fu scoperta da un monaco di nome Phra Keo. Il Buddha di Smeraldo era stato riportato alla luce. La notizia si diffuse rapidamente e Re Samfangkaen del regno di Lan Na, all'epoca sovrano del nord della Thailandia, decise immediatamente di portare la statua a Chiang Mai, la capitale del regno. Furono inviati uomini su elefanti per trasportare la statua a Chiang Mai, ma durante il viaggio di ritorno, gli elefanti deviarono verso Lampang anziché seguire la strada per Chiang Mai, nonostante i ripetuti tentativi del re di correggere la rotta. Dopo tre vani tentativi, il re riconobbe che il destino doveva seguire il suo corso e acconsentì che la statua fosse portata a Lampang , dove fu stabilito il come luogo di residenza. Il Buddha di Smeraldo dimorò qui per 32 anni.






